Lezione 4.A1/A3, A2, STS: quale attestato e come si ottiene
Oggi vediamo i titoli che esistono davvero, e sono tre. Non c'è una "patente professionale", non c'è un livello avanzato da collezionare: c'è l'attestato A1/A3, il certificato A2 e gli attestati degli scenari standard. Ciascuno abilita a operazioni precise, e nessuno dei tre insegna a volare.
Prima di tutto: l'età e il nome
Il pilota remoto deve avere almeno 16 anni. Il regolamento europeo prevede due eccezioni: chi vola sotto la supervisione diretta di un pilota di almeno 16 anni con competenza adeguata, e i mezzi che sono giocattoli veri e propri. Prevede anche la facoltà per ogni Stato di abbassare la soglia, ma chi si avvale di una riduzione nazionale può poi operare solo nel territorio di quello Stato: in Italia, attenersi ai 16 anni è la scelta prudente, e per il resto conviene verificare sulle pagine dell'autorità.
Il documento si chiama attestato o certificato di competenza. La parola "patentino" resta comodissima per capirsi e la useremo ancora, ma non aspettarti punti da decurtare: non è una patente.
L'attestato A1/A3, il primo passo di quasi tutti
Serve per volare in A1 con droni di classe C1 e in A3 con mezzi fino a 25 chili. Se hai un drone senza classe sopra i 250 grammi, come abbiamo visto nella lezione 3, è questo il titolo che ti riguarda.
Si fa interamente online, sulla piattaforma dei servizi web dell'autorità aeronautica italiana. Il materiale di studio - un corso in PDF, la cui edizione in vigore risale al novembre 2024 - è gratuito e scaricabile: nessuno è obbligato a comprare un corso privato per sostenere questo esame. L'accesso avviene con identità digitale per i maggiorenni; i minorenni presentano copia di un proprio documento e di quello di un genitore.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Domande | 40 a risposta multipla |
| Tempo | 60 minuti |
| Risposta esatta | +2 punti |
| Risposta errata | −1 punto |
| Risposta non data | 0 punti |
| Soglia | almeno 60 punti su 80 |
| Costo | 31 euro, quattro tentativi compresi |
| Validità | 5 anni |
Il punteggio negativo sulle risposte sbagliate è la caratteristica che più cambia il modo di affrontare la prova: rispondere a caso ha valore atteso negativo, e lasciare in bianco una domanda su cui non hai alcuna idea costa meno che sbagliarla. Ci torneremo nella pagina finale del corso.
Il certificato A2, quando serve avvicinarsi
È il titolo della sottocategoria A2, quella dei 30 metri dalle persone non coinvolte - 5 metri se il drone ha la modalità a bassa velocità. Ha senso per chi possiede o comprerà un mezzo di classe C2; per tutti gli altri è un titolo che non si userebbe mai.
Ha tre prerequisiti. Primo: possedere già un attestato A1/A3 rilasciato in area europea. Secondo: aspettare almeno 15 giorni dal conseguimento prima di sostenere l'esame. Terzo: autodichiarare di avere completato l'addestramento pratico in autoformazione, svolto in condizioni operative della sottocategoria A3 - cioè al largo, dove un errore non fa danni.
L'esame non si fa da casa: si sostiene presso una Entità Riconosciuta, un'organizzazione autorizzata a erogare le sessioni, con iscrizione e pagamento sul portale dell'autorità. Sono 30 domande in 60 minuti, ogni risposta esatta vale 2 punti, quelle errate e quelle non date valgono zero: servono almeno 45 punti su 60. Il costo è di 31 euro con cinque tentativi compresi. Non è previsto alcun esame pratico.
Due dettagli utili: se esaurisci i tentativi devi ripagare la quota e attendere quindici giorni; e il rinnovo dell'A2 non richiede di avere un A1/A3 ancora in corso di validità.
Gli attestati STS, la porta della categoria Specific
Qui si cambia mondo. Gli scenari standard sono modalità operative predefinite della categoria Specific: EU-STS-01 copre operazioni a vista in area controllata a terra, anche in ambiente popolato, entro 500 metri dal pilota, con drone di classe C5; EU-STS-02 copre operazioni oltre la linea di vista con osservatori, in area scarsamente popolata, con drone di classe C6.
Il percorso del pilota è articolato e non si può fare online da soli:
- un prerequisito teorico - il certificato A2 oppure un certificato di conoscenza teorica;
- un esame teorico aggiuntivo sulle materie degli scenari, in modalità sorvegliata a distanza presso sedi autorizzate;
- un corso di gestione delle risorse dell'equipaggio con attestazione di frequenza;
- la dimostrazione di saper gestire le comunicazioni aeronautiche;
- l'addestramento pratico presso una Entità Riconosciuta, con registro dei progressi e prova finale di abilità;
- il rilascio dell'accreditamento pratico.
L'attestato dura 5 anni; l'accreditamento pratico non scade. Il rinnovo si chiede entro i 60 giorni che precedono la scadenza, ed è previsto un ripristino fino a 60 giorni dopo. Sul lato economico serve prudenza: i corsi delle Entità Riconosciute sono prezzi di mercato liberi, molto variabili da una scuola all'altra, e alla spesa formativa si aggiungono i diritti dovuti all'autorità per la dichiarazione di scenario, indicativamente poco più di cento euro secondo le tariffe rilevate per il 2026. Prima di impegnarsi conviene confrontare più listini aggiornati.
Quale titolo per quale obiettivo
- Voglio fotografare paesaggi e campagne con un drone leggero. A1/A3, e per anni non ti servirà altro.
- Voglio riprendere un evento all'aperto restando vicino alle persone, con un mezzo di 2-3 chili. A2, e solo se il drone è di classe C2.
- Voglio ispezionare un capannone in un'area industriale con la zona a terra transennata. Categoria Specific: attestato STS e mezzo di classe adeguata.
- Voglio fare video per lavoro. Nessuno dei tre risponde alla domanda: il titolo abilita a pilotare, non a esercitare. Servono anche registrazione, assicurazione, inquadramento fiscale e competenze di mestiere.
Un'ultima nota sui rinnovi, valida per tutti i titoli della categoria Open: alla scadenza dei cinque anni si torna a sostenere l'esame. Non sono previsti corsi di aggiornamento che rinnovino automaticamente il documento.